Barzellette sui gatti
 
LA CULTURA...
Due gatti si incontrano in campagna. Uno di loro è seduto davanti alla tana di un topo e l'altro annoiato lo guarda. Dopo una buona mezz'ora quello che guardava gli fa:
- Non lo prenderai mai quello è furbo e non uscirà!
L'altro gatto comincia ad abbaiare.
L'amico lo guarda perplesso e pensando che questo fosse impazzito se ne va via.
Ripassa dopo poco e vede il gatto con il topo in bocca, allora gli chiede:
- Ma come hai fatto?
- Amico mio, al giorno d'oggi se non sai almeno due lingue muori di fame...
PUNTI DI VISTA
Gatto1: Questo è un gran posto dove mangiare! Il cibo è grandioso...è intimo tranquillo... e puliscono il locale tutte le settimane! Grande no?
Gatto2: Ma guarda che questa è spazzatura!
Gatto1: Bè, lo è se persisti in questo tuo atteggiamento da pelo nell'uovo...
INDOVINELLO
Se un gatto cammina gattoni gattoni, come cammina un coyote?
SI INFORMA CHE...
Sai perchè il gatto quando lo accarezzi alza la coda?
Per avvisarti che il gatto è finito!
I GUSTI SONO GUSTI!
Pinocchio parla con Babbo Natale:
- Pinocchio, ti piace l'animaletto che ti ho portato?
- Ma... Babbo Natale, ti avevo chiesto un cane...
- Cani non ce n'erano più!
- Potevi portarmi un gatto!
- Anche i gatti erano finiti...
- Va bene, ma il castoro in mezzo ai coglioni proprio non lo voglio!
ANCHE LUI!
Il primo giorno della creazione Dio creò il gatto.
Il secondo giorno della creazione Dio creò l’uomo affinché servisse il gatto.
Il terzo giorno della creazione Dio creò tutti gli animali della Terra affinché servissero da cibo per il gatto.
Il quarto giorno Dio creò l’onesto e duro lavoro affinché l’uomo potesse provvedere al benessere del gatto.
Il quinto giorno Dio creò una pallina scintillante affinché il gatto potesse o meno giocarci se lo voleva.
Il sesto giorno Dio creò la scienza veterinaria per tenere in buona salute il gatto.
Il settimo giorno Dio pensò di riposarsi… ma aveva da svuotare la lettiera.
IL MOTORE A GATTO IMBURRATO
Per procedere a detto esperimento sono necessari: un gatto, una fetta di pane, burro q.b., colla q.b., un tappeto (meglio se prezioso), una scala.
Procedere come segue.
Imburrare la fetta di pane (il dorarla in precedenza non è cosa necessaria ai fini dell'esperimento ma certo la renderà più gustosa sia da un punto di vista visivo che olfattivo. E' comunque facoltativo e a gusto personale dello sperimentatore).
Attaccare la fetta di pane alla schiena del gatto, con la parte non imburrata a contatto del pelo. Questa operazione comporterà diversi tentativi prima di riuscire a buon fine poiché il gatto è animale di natura schiva e sospettosa e renderà ardua la sua cattura e immobilizzazione (a seguito di numerosi test è emerso che in casi particolarmente gravi è consigliato l'uso di una ciabatta ben assestata sul cranio del felino reticente). Assicurarsi che la fetta di pane aderisca perfettamente alla schiena del gatto utilizzando tanta colla quanto abbisogna (a questo punto del procedimento gli ecologisti già staranno lanciando pietre alle finestre inneggiando slogan animalisti, ma non bisogna farsi prendere dal panico: il vero scienziato non demorde. Egli SA che la scienza è al di sopra di queste piccole beghe di sparuti gruppi di ignoranti: EGLI pensa al bene dell'umanità intera!).
Adagiare il tappeto per terra e posizionarvi accanto la scala. Salire sulla scala portando seco il gatto. Arrivati all'ultimo piolo voltarsi verso il tappeto, tracciare mentalmente la perpendicolare dal centro del tappeto e su quella retta immaginaria lasciar cadere il gatto verso il tappeto.
La sicura riuscita dell'esperimento si basa su due fondamentali e universali assiomi:
1) un gatto cade sempre in piedi
2) una fetta di pane imburrata cade sempre dalla parte del burro.
Date queste premesse si vedrà il gatto volare verso il tappeto protendendo le zampe e quasi contemporaneamente lo si vedrà girarsi sino a che sarà la fetta di pane col burro protendere verso il tappeto. Si produrrà insomma, in un moto continuo e imperituro, una successione di: GATTOBURROGATTOBURROGATTOBURROGATTOBURROGATTOBURRO
GATTOBURROGATTOBURROGATTOBURROGATTOBURROGATTOBURROGATTOBURRO
GATTOBURROGATTOBURROGATTOBURROGATTO... e così via.
Collegando opportunamente ai soggetti (gatto e pane/burro) carrucole, pulegge, ruote e quant'altro si renda necessario, si potrà convogliare questa incredibile energia per quasi qualsiasi cosa (si ricorda che difficilmente potrà essere utilizzata per scopi marittimi poiché nel soggetto felino a contatto con l'acqua entra in gioco un'ulteriore assioma in netto contrasto con i precedenti: "il gatto rifugge l'acqua").
Questa fonte di energia, questa eterna dinamo naturale, economica, ecologica e al contempo tecnologicamente avanzata senza però perdere di vista la semplicità della quotidiana vita, è sicuramente la risposta a tanti problemi dell'umanità.
 
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